6 motivi per mandare i figli agli scout

Di Serena

Oct 23, 2018

Come si dice tra quelli del campo, scout una volta, scout per sempre. Io ho iniziato la mia strada con gli scout quando avevo 11 anni, e l’ho interrotta a 24 perché non era più compatibile con i miei studi all’università. Lasciare gli scout è stata una cosa difficilissima più di quanto avessi mai immaginato. Ora mi ritrovo a viverla come genitore, e in un paese diverso da quello in cui sono cresciuta io, e ad osservare differenze e similitudini, e insieme ad una grande nostalgia per l’odore del bosco e dell’amicizia profonda che solo lo scoutismo può regalare, mi è venuta voglia di ragionarci di nuovo su. Complice una amica che era indecisa se segnare o meno la figlia agli scout, ho pensato a tutti i motivi per cui bisognerebbe mandare i figli agli scout, e ne ho contati almeno sei.

Un progetto educativo

Gli scout non sono un passatempo come un altro, non servono a tenere i ragazzini impegnati un paio di ore a settimana in qualcosa di utile, sono un progetto educativo, o ancora meglio un progetto di autoeducazione. In questo senso sono completamente diversi da un qualsiasi hobby o attività extra scolastica, dal canto al disegno, passando per lo sport. Lo scopo principale dello scoutismo è quello di formare persone, ed è stato lo stesso fondatore, lord Robert Baden Powell ad elencare quattro punti fondamentali:

* formazione del carattere : ogni scout deve imparare a fare scelte, a scoprire cosa si vuole diventare, ad assumere delle responsabilità

* salute e forza fisica : imparare a conoscere il proprio corpo e sviluppare un rapporto positivo con esso e prendersene cura

* abilità manuale: scoprire e sviluppare i propri talenti, utilizzando materiali semplici per costruire oggetti utili a se stessi e agli altri

* servizio del prossimo: sviluppare empatia nei confronti degli altri, mettersi a servizio del prossimo come atto civile e come atto di presa di coscienza e accettazione delle diversità

Gli strumenti usati sono molteplici, dal lavoro di squadra, al contatto con la natura, un forte simbolismo, lo sviluppo di attività manuali e il lavorare per progetti e risultati raggiunti sin dai primi anni, ma ognuno di questi aspetti si basa sul concetto di “imparare facendo” – Learn by doing.

Imparare a pensare con la propria testa

Gli scout vengono spesso erroneamente visti come una associazione para militare, come suggerisce l’utilizzo di una uniforme, la divisione in squadriglie, l’esistenza di una gerarchia, o le cerimonie ufficiali con alza bandiera. Ho sempre trovato interessante il fatto che nessuno si scandalizza per l’uso di uniformi nello sport o in altre associazioni o in ambito scolastico, eppure l’uniforme scout suscita sempre reazioni esilaranti. E’ indubbiamente vero che il fondatore dello scoutismo, Baden Powell era un militare e probabilmente molto del simbolismo militare che gli era caro è stato trasferito all’interno dell’associazione. E’ vero però che BP era inglese, e che ha fondato lo scoutismo all’inizio del secolo scorso, in Inghilterra (lo sapete che in UK si va a scuola in uniforme, vero?), insomma molta della simbologia scout esiste anche nelle scuole inglesi, come ci ha insegnato anche Harry Potter. Tra l’altro è stato lo stesso Baden Powell a specificare il fatto che lo scoutismo non ha nulla a che fare con i militari, lo scopo principale dello scoutismo è quello di formare delle persone. Per questo motivo uno dei fondamenti dello scoutismo è di imparare a pensare con la propria testa, anche all’interno della struttura. Nel corso dei miei anni di scoutismo ho partecipato a numerosi dibattiti e attività in cui si chiedeva di ragionare e mettere in discussione tutto, e da brava rompiscatole quale sono non mi sono mai astenuta dal mettere in discussione abitudini, prassi e persino la stessa Chiesa Cattolica, di cui la mia associazione scout faceva parte.

La religione e gli scout

Quando Baden Powell ha fondato lo scoutismo all’inizio del 1900, la religione era parte integrante nella vita di qualsiasi individuo, per questo il legame tra scoutismo e religione è tradizionalmente molto forte. Allo stesso tempo Baden Powell da bravo protestante, era aperto ad altri credo religiosi, e si è preoccupato di specificare che lo scoutismo non è una associazione confessionale, e lo scopo non è quello di indottrinare le persone. Infatti sarebbe più giusto parlare di scoutismo e spiritualità, invece che di religione. Essendo l’Italia una nazione con una forte impronta cattolica, l’associazione delle guide e scout cattolici italiani, l’AGESCI, è la più grande esistente, ma esiste anche una forte associazione degli scout atei, il CNGEI. In ogni caso, proprio perché lo scopo dello scoutismo non è quello di indottrinare alla religione cattolica, molti gruppi scout anche all’interno dell’AGESCI, accettano la partecipazione di ragazzi atei, e mentre alcuni considerano la partecipazione alla messa come parte integrante delle attività settimanali, altri gruppi la considerano la partecipazione come facoltativa. Vivendo lo scoutismo da genitore in Svezia, ho scoperto che viceversa gli scout qui sono principalmente atei, anche se esistono associazioni di scout religiosi anche in Svezia.

Essere pronti a tutto

Be Prepared, Estote parati, siate pronti. Il motto scout è quello secondo il quale se c’è un problema, esiste anche una soluzione. Basta essere preparati ad affrontarlo. E’ un grandissimo insegnamento di vita direi, aiuta ad affrontare le difficoltà con il giusto atteggiamento, e il cattivo tempo con il giusto equipaggiamento. Inoltre per essere pronti a tutto, bisogna prima di tutto essere pronti a prendere iniziative, a mettersi in gioco. Questo aiuta molto a rendersi indipendenti e aumentare l’autostima.

Capire chi sei, da solo e nel gruppo

Molto del lavoro di crescita personale avviene all’interno di sestiglie (per i lupetti – i bambini 8-11 anni) o squadriglie/pattuglie (reparto – i ragazzini 11-15 anni). Lo scopo è imparare a lavorare in gruppo utilizzando le capacità e la complementarità dei singoli. Quello che non so fare io magari lo sai fare tu, e mentre ti osservo farlo lo imparo anche io. E quello che tu non conosci, magari lo conosco io e posso metterlo al tuo servizio. E’ anche attraverso l’interazione con gli altri che scopro chi sono io, quali sono i miei punti di forza, e imparo a lavorare sulle mie debolezze. Uno degli strumenti fondamentali dello scoutismo è il sistema di progressione della crescita personale, diviso in tappe da raggiungere in base all’età. Il raggiungimento delle tappe viene fatto in modo consapevole attraverso riflessioni personali e del singolo scout con i propri capi. In queste discussioni di individuano degli obiettivi personali proporzionali all’età e al livello di maturazione, sui quali si sceglie di lavorare per migliorarsi attraverso l’identificazione di mete concrete. Un altro strumento importante è quello del raggiungimento di specialità e brevetti, ossia l’acquisizione di abilità manuali, che possono essere utili nella vita scout (o nella vita in generale), dall’accendere un fuoco nel bosco al sapere cucire un bottone su una camicia, o sapere disinfettare una ferita o saper fare una telefonata ai soccorsi in caso di emergenza.

Partecipazione civile

L’impegno civile, la partecipazione, la solidarietà, la cura dell’ambiente, il servizio del prossimo, sono temi sempre presenti all’interno dello scoutismo, ma che acquistano più importanza nella vita dei ragazzi più grandi, in particolare al reparto e i rover (16-19 anni). Gli scout sono apartitici ma non apolitici. La politica, nel senso di partecipazione alla vita della società è viceversa di estrema importanza. Come posso contribuire ad una società più giusta? Cosa significa una società giusta? La democrazia si sperimenta in prima persona sin dall’inizio del proprio percorso scout, ad esempio attraverso il consiglio di branco dei lupetti.

A me piace raccontare ai miei figli le storie delle Aquile Randagie, gli scout che hanno continuato la loro attività associativa clandestinamente, dopo che Mussolini nel 1928 aveva dichiarato lo scioglimento dei reparti scout e creato una associazione alternativa a stampo militare, l’Opera Nazionale Balilla. Molti di quegli scout hanno contribuito alla resistenza, altri hanno aiutato a salvare perseguitati politici o religiosi, alcuni si sono persino spinti a continuare a riunirsi clandestinamente a Palazzo Venezia, dal cui balcone si affacciava il Duce per acclamare i suoi discorsi. In un’era storica in cui molti si chiudono dei loro gusci, educare alla partecipazione civile e al servizio del prossimo acquisisce un valore aggiunto, perché ogni nostro gesto, anche il più piccolo, come il cedere il posto in autobus o sorridere ad un mendicante, nasconde dentro di se la forza di cambiare il mondo in meglio.

“È qui dunque lo scopo più importante della formazione scout: educare. Non istruire, si badi bene, ma educare; cioè spingere il ragazzo ad apprendere da sé, di sua spontanea volontà, ciò che gli serve per formarsi una propria personalità.” Baden Powell – il libro dei capi

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Giornata dei Passaggi – 28 ottobre 2018

E finalmente è arrivata domenica 28 ottobre 2018, la tanto attesa Giornata dei Passaggi: Dopo la celebrazione della S. Messa alla Missione Cattolica di lingua italiana di Berna, il Gruppo Scout si è spostato allo Châlet Motta. Assente Akela, Bagheera ha ricordato a Alessia, Valentina, Matteo e Sofia alcuni momenti importanti della loro Pista nel Branco. Sono seguite le Salite al Reparto, accolte/i come Novizi/e da Lorenzo e Alessandro e dai capi.

Lorenzo ha concluso oggi il suo cammino nel Reparto.

Dopo il saluto di Won-tolla al Branco e alla Comunità Capi in primavera, oggi anche Katja e Roberto hanno lasciato lo Staff di Reparto e la Comunità Capi: a loro tre un grazie per il servizio svolto nel Gruppo per tanti anni e con impegno.

Semplici ma forti anche il momento della condivisione a pranzo e gli auguri ad Evelyne per il suo compleanno.

Il cammino sulla Pista e sul Sentiero continuerà nel Gioco ma non per gioco per Rose, Aluli, Emma, Benedetta, Federico e – ci auguriamo – anche per Tommaso; e nell’Avventura per Alessandro e i nuovi/e Novizi/e del Reparto; accompagnati -oltre che dai loro genitori- da Akela, Bagheera, Vito, Evelyne e Mélanie, pronti ad accogliere chiunque voglia vivere la proposta scout… con l’aiuto di Dio.

Buona Caccia, Buon Sentiero, Buona Strada a tutte/i.

Per la Comunità Capi

Akela (oggi involontario spettatore a distanza)

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La Pista e il Sentiero

… ripresa delle attività scout dopo le vacanze d’autunno: prima volta di Tommaso (con mamma Elena), la gradita visita di Luca e il saluto a Mélanie che da domenica prossima svolgerà il suo servizio di capo in Reparto… la Pista continua nel Sentiero…

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Clean Up Day 2018

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Attività con i genitori… è stata Buona Caccia…

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Non fidarti…

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Giornata del Rifugiato 2018 …

… Basilea, 16 giugno 2018, Giornata del rifugiato…

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